Un nuovo rapporto della Uil Lombardia, basato sui dati Inps, dipinge un quadro preoccupante delle retribuzioni nel bacino del Lago di Como e Milano. Quasi la metà dei lavoratori lombardi – 49,66% – non supera i 25.000 euro lordi annui, una cifra che contrasta con la percezione di una regione economicamente dinamica. Il dato si aggrava ulteriormente se consideriamo che il 36,5% dei dipendenti lombardi guadagna meno di 20.000 euro all'anno.
Focus sui Giovani e le Disuguaglianze
La situazione è particolarmente critica tra i lavoratori under 35, dove il 33,22% del totale dei dipendenti giovani – ovvero circa 1,25 milioni di persone – guadagna meno di 20.000 euro annui e il 65,18% non supera i 25.000 euro. Questo divario è ulteriormente accentuato dal divario retributivo tra uomini e donne: la media salariale maschile si attesta a 34.714,35 euro, mentre quella femminile si ferma a 24.707,09 euro, evidenziando una differenza del 28,83%. Secondo la Uil, questi dati sono legati al part-time involontario, alla discontinuità occupazionale e alla sottorappresentazione delle donne nei ruoli dirigenziali.
Il segretario generale della Uil Lombardia, Antonio Albrizio, sottolinea l’urgenza di politiche regionali che pongano al centro salari, stabilità e buona occupazione. La situazione solleva interrogativi sulla sostenibilità economica per molti lavoratori e sull'impatto delle disuguaglianze sul tessuto sociale ed economico della regione.