Salman Rushdie a Pordenone: un incontro tra letteratura e sicurezza
Pordenone è stata la tappa italiana di Salman Rushdie, celebre scrittore e saggista indiano naturalizzato britannico, durante una visita organizzata in occasione della presentazione del suo ruolo come super-ospite dell'edizione 2026 del festival Pordenonelegge. L’arrivo del premio Nobel per la letteratura, avvenuto domenica pomeriggio, è stato accompagnato da un dispositivo di sicurezza considerevole: cinque uomini e almeno tre persone che lo seguivano in ogni movimento.
Una giornata alla scoperta della città
Accompagnato dal presidente della Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, e dallo scrittore Alberto Garlini, Rushdie ha trascorso la giornata a esplorare il centro storico di Pordenone. La visita ha visto l'autore de “I versi satanici” apprezzare corso Vittorio Emanuele, i suoi portici e il campanile di San Marco, concludendo la mattinata con una pausa al Caffè Municipio. Agrusti ha descritto Rushdie come «una bella persona, mite, desideroso di scambiare informazioni, interessato a ciò che gli sta intorno», sottolineando la sua umanità e disponibilità.
Il dialogo sul valore della libertà
Il programma del festival prevede un incontro tra Rushdie e l'editorialista Federico Rampini, incentrato sul tema «Linguaggi della verità». L’evento promette di offrire una testimonianza importante sul valore della libera espressione in un contesto globale segnato da fondamentalismi. Rushdie, noto per le sue opere che spesso affrontano temi controversi, ha espresso il suo impegno a difesa della libertà intellettuale e del diritto all'espressione.
Nonostante la sua intensa attività di scrittura – descritta dal suo “tutor” pordenonese d’eccezione come «in continuazione, per ore e ore» – Rushdie ha manifestato un vivo interesse per la città e il territorio circostante, richiedendo una visita estesa che includerà altri luoghi della regione. La sua partenza è prevista giovedì all'alba per New York, dove presenterà un docufilm sull’attentato del 2022.