Trieste, un Nuovo Centro per la Cefalea Cronica
A Trieste è attivo l’Ambulatorio Cefalea Cronica del Centro Cefalee, reso possibile da un emendamento regionale alla Legge di stabilità 2024. Questa iniziativa mira a migliorare significativamente la gestione dei pazienti affetti da cefalea cronica, una condizione che colpisce oltre 7.000 triestini e rappresenta un problema di salute pubblica su scala nazionale.
L’Impatto della Cefalea Cronica
La cefalea cronica, in particolare l'emicrania, è una malattia invalidante che incide profondamente sulla qualità della vita. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è la terza malattia più frequente e la seconda più disabilitante a livello globale, colpendo il 14% della popolazione adulta. Nel FVG, i pazienti superano i 50.000, mentre a livello nazionale l’emicrania interessa oltre 6 milioni di italiani, con una prevalenza femminile pari al 70%. Il dottor Antonio Granato sottolinea che la forma cronica è quella più preoccupante, con circa 3.000 pazienti trattati annualmente all'interno dell'ambulatorio triestino.
Modello Innovativo e Trattamenti Mirati
L’Ambulatorio Cefalea Cronica adotta un modello innovativo basato su valutazione rapida, canali preferenziali e trattamenti specifici. Il consigliere Claudio Giacomelli evidenzia l'efficacia di questo approccio: «La cefalea cronica è una malattia invalidante, con un costo sociale ed economico pesante». Il centro offre terapie all’avanguardia, tra cui anticorpi monoclonali, gepanti e tossina botulinica. Il professor Alberto Benussi spiega che queste cure modificano il decorso della malattia agendo alla base della patogenesi.
Rete Territoriale e Collaborazione
Il dottor Cosimo Quaranta, presidente dell’Ordine dei Medici di Trieste, sottolinea l'importanza di una rete territoriale efficiente: «Non si deve lavorare a compartimenti stagni, serve comunicazione bidirezionale fra territorio e specializzazione per essere tempestivi ed efficaci». Il professor Innocenzo Rainero evidenzia la necessità di tradurre i progressi della ricerca in pratica clinica, con particolare attenzione alla categoria femminile, che rappresenta il 70% dei pazienti affetti da emicrania.
La collaborazione tra medico di medicina generale e specialisti è fondamentale per garantire un approccio tempestivo ed efficace alla gestione dell’emicrania, soprattutto considerando che l'accesso al pronto soccorso per questa patologia rappresenta il 15% dell'afflusso totale.