Un disco uscito da poco sta dialogando con le proteste in corso in Europa e nel mondo. Si tratta di Everything in readiness degli Shovel Dance Collective, una band londinese che esplora la musica tradizionale britannica per dare voce alle classi lavoratrici e alle nuove generazioni. Le manifestazioni in diverse nazioni – dall’Albania all’Italia, dalla Francia all’India – hanno visto la musica diventare un elemento centrale, e questo album sembra catturare lo spirito di ribellione.
Il collettivo, guidato da Étienne Jarrier, suona brani come l'Internazionale nelle piazze parigine. In Italia, un cartello con la frase «Sono il futuro, ma senza un futuro» – una citazione dal rapper Massimo Pericolo – incarna la disillusione giovanile. Il disco degli Shovel Dance Collective riprende e amplifica questa rabbia attraverso pezzi come Jowl, jowl and listen lads, dedicato ai minatori di Durham, e brani che ribaltano tradizioni, come una trasformazione di un canto di caccia in un’ode alla volpe. L'album include anche testi ispirati a discussioni online, come quello sulla seppellitura delle vittime delle macerie.
Shovel Dance Collective: un approccio innovativo alla musica tradizionale
Gli Shovel Dance Collective mescolano folk, drone music, ambient e post-rock, creando un suono potente e disorientante. L'utilizzo di strumenti come il violino, l’armonica, il dulcimer e percussioni evoca le martellate dei minatori. Il gruppo include anche brani che promuovono l’abolizione del carcere. La forza sonora dell’album è così intensa da stordire, ricordando gli stilisti Lankum.
Il messaggio di protesta del nuovo album
Everything in readiness è un disco attuale e urgente, che offre una prospettiva nuova sulle proteste contemporanee. Il modo in cui il gruppo rielabora la tradizione è notevole: la fa dialogare con il presente, interpretandola con rispetto, forza e coraggio. L'album è un canto di protesta che si rivolge al futuro, un invito all’azione per le nuove generazioni.