Marco Pizzolato, bronzo olimpico a Tokyo e Parigi, è stato condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una turista finlandese. Il caso, avvenuto a Trapani nel 2022, ha riacceso il dibattito sulla gestione delle violenze sessuali nello sport e sul ruolo delle federazioni.
Dettagli del processo e della condanna
Il tribunale di Castelvetrano ha emesso la sentenza dopo un'indagine che ha coinvolto la turista finlandese, che aveva denunciato le aggressioni avvenute in seguito a una conoscenza presso un ristorante locale. I coimputati, Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, sono stati condannati alla stessa pena. La difesa degli imputati si è basata sulla tesi della consensualità della donna, ma il pubblico ministero non ha trovato elementi a sostegno di questa affermazione.
La vicenda non è nuova: nel 2018 Pizzolato era stato già sospeso per aver mostrato video pornografici agli atleti del centro di preparazione olimpica dell'Acqua Acetosa a Roma, un comportamento considerato inaccettabile e che aveva sollevato preoccupazioni sulla sua condotta. La sentenza di primo grado ha evidenziato una lacuna nella risposta della Federazione Italiana Sollevamento Pesi, che non ha mai adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dell'atleta nonostante la gravità delle accuse.
La mancata sospensione di Pizzolato ha suscitato forti critiche e polemiche, mettendo in luce la necessità di una riforma del codice di giustizia sportiva. Il caso si aggiunge a un quadro più ampio di violenze sessuali nello sport, che hanno portato alla sospensione di altri atleti e alla richiesta di maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle federazioni. La vicenda sottolinea l'importanza di garantire la sicurezza e il benessere degli atleti, in particolare dei minorenni, e di adottare misure preventive per prevenire comportamenti inappropriati.
La Federazione Italiana Sollevamento Pesi ha rilasciato una dichiarazione interlocutoria, ribadendo il proprio impegno contro ogni forma di abuso e rispetto per le istituzioni e la magistratura. Tuttavia, l'assenza di un intervento tempestivo da parte della federazione ha alimentato ulteriormente le critiche e sollevato interrogativi sulla sua efficacia nel proteggere gli atleti e garantire la giustizia.