La nuova legge elettorale, denominata ‘Stabilicum’, introduce significative modifiche al sistema di voto in Italia, soprattutto a livello senatoriale. A partire da questa elezione, gli elettori potranno indicare fino a tre preferenze tra i sette candidati presentati per ogni collegio plurinominale. Questa novità è stata introdotta in seguito a una prima lettura alla Camera e a un dibattito parlamentare che ha visto contrapposti posizioni diverse tra le forze politiche.
Il Sistema Misto: Un Approccio Ibrido
La riforma si basa su un sistema misto, dove il capilista rimane una figura chiave decisa dai partiti. Le preferenze, infatti, valgono solo a partire dal secondo posto della lista. Se un candidato di una lista ottiene la maggioranza dei voti in un collegio e conquista un seggio, quel seggio è automaticamente assegnato a lui, indipendentemente dal numero di voti ricevuti dalla lista nel suo complesso. YouTrend stima che circa il 43% dei senatori potrebbe essere eletto grazie alle preferenze.
Il sistema prevede anche la presenza di liste circoscrizionali, dove i seggi sono assegnati al partito vincitore con il premio di maggioranza. Queste liste, composte da 70 deputati e 35 senatori alla Camera e al Senato rispettivamente, rimangono bloccate, ovvero vengono assegnate esclusivamente al partito che ha vinto la circoscrizione. La scheda elettorale presenterà i candidati relativi alla propria circoscrizione, con l'opzione di esprimere preferenze solo per i primi tre posti.
Nonostante le modifiche, permangono alcune criticità sollevate dall’opposizione, che accusano il sistema di favorire un ‘Parlamento di nominati’. La questione del premio di maggioranza e della sua potenziale contestabilità costituzionale rimane aperta, con la possibilità di ricorsi legali in caso di contestazioni.