Rinuncia all'aumento della spesa militare
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) con un extradeficit di 28 miliardi, segnando una decisione chiave guidata dalla premier Giorgia Meloni. Il punto focale del documento è la riduzione della spesa per la difesa, che sarà tagliata di 8 miliardi di euro, in linea con l'impegno della premier a non prevedere «nessun euro in più» nel bilancio.
La decisione, presentata con una franchezza tipica della leadership di Meloni, è stata frutto di un confronto diretto con il Ministro della Difesa Lorenzo Greci e con il Presidente del Consiglio Giorgetti. Quest'ultimo ha cercato di argomentare la necessità di mantenere gli 8 miliardi, legati a impegni presi in passato, ma la premier ha prevalso, sottolineando l’importanza di gestire le finanze pubbliche con rigore.
La tensione è stata particolarmente evidente nel confronto con il Ministro della Difesa Roberto Urso, che si è opposto al taglio. La decisione riflette una strategia politica volta a contenere la spesa pubblica e a rispondere alle pressioni internazionali, ma ha anche generato critiche da parte della Lega, rappresentata da Matteo Salvini, e di altri esponenti che invocavano un maggiore investimento nella difesa nazionale.