Genova – L’innovazione nel settore della ‘Blue Economy’ si estende ben oltre la tradizionale nautica, secondo un'analisi condotta dal professor Filippo Monge dell’Università di Torino. Durante l’evento “Blue Economy: una leva strategica per il futuro”, svoltosi in concomitanza con il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, Monge ha evidenziato la forte propensione delle circa 18.000 imprese coinvolte nell'ecosistema a investire in ricerca e sviluppo, focalizzandosi su aree come green tech, nuova mobilità e sostenibilità – elementi cruciali per preservare la competitività del Paese.
Droni, Intelligenza Artificiale e il Patrimonio Sommerso
L'approccio dell'Università di Torino si concentra sullo sviluppo di strumenti avanzati per la gestione delle risorse marine. In particolare, si sta lavorando a un cruscotto basato su droni e intelligenza artificiale destinato alle piccole amministrazioni e alle isole minori. Questo sistema permetterà di effettuare valutazioni preventive sull’opportunità di scavi archeologici subacquei, sfruttando l'analisi dei dati per ottimizzare le operazioni e generare ricadute positive anche in termini turistici, come nell'esempio dell'albero maestro del relitto all'Isola Gallinara.
Il professor Monge sottolinea che la ‘Blue Economy’ deve essere concepita come un ecosistema ampio, che include l'applicazione delle tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo e lo sviluppo di nuove opportunità economiche legate alla sostenibilità ambientale. L'utilizzo di strumenti digitali avanzati, come droni e intelligenza artificiale, rappresenta una chiave fondamentale per il futuro di questo settore in Italia.
L’iniziativa è resa possibile grazie al patrocinio di Bper, che conferma il suo impegno nel sostegno dell'innovazione e dello sviluppo sostenibile. La collaborazione tra università, imprese e istituzioni pubbliche rappresenta un elemento cruciale per la crescita della ‘Blue Economy’ italiana.