Scampia, Napoli: Rinasce dal Cuore di Gomorrah
Napoli – Un’operazione ambiziosa che promette di riscrivere la storia di Scampia, un quartiere martoriato dalla criminalità organizzata e dal degrado per decenni. Il progetto ‘Restart Scampia’, supportato da 159 milioni di euro, sta demolendo i famigerati ‘Vela’ – edifici simbolo di Gomorrah e di una profonda crisi sociale – per costruire un moderno eco-distretto che offrirà nuove case, spazi verdi e servizi alla comunità.
I primi 97 alloggi NZEB (Nearly Zero Energy Buildings), saranno consegnati a oltre 2.500 ex residenti, molti dei quali sono stati costretti a trasferirsi in altre zone della Campania durante la sanguinosa faida tra le cosche negli anni 2004-2005. Il progetto non si limita alla costruzione di nuove abitazioni: il sito sarà trasformato in un vero e proprio polo multifunzionale, con spazi per co-working, attività agricole, un parco pubblico, una scuola comprensiva (con asilo nido e scuola dell’infanzia), un centro civico e un mercato rionale.
“Questo è il trionfo che abbiamo combattuto”, racconta Mario, 77 anni, uno degli ex residenti dei Vela. “Finalmente abbiamo delle case vere, una compensazione per tutto quello che abbiamo subito”. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, sottolinea l’importanza del progetto: “Non si tratta solo di costruire case, ma di risolvere problemi e rispondere ai bisogni della gente. È un'occasione per rilanciare la reputazione di Napoli, dimostrando che la città è capace di realizzare grandi cose”.
L’intervento coinvolge oltre 200 persone tra operai, appaltatori, architetti e designer. Il programma ‘Naples Against the Camorra’, supportato da fondi nazionali e regionali, mira a lasciare alle spalle lo stigma legato al passato di Scampia e a costruire un futuro basato sullo sviluppo e il diritto alla casa. Omero Benfenati, portavoce del Comitato dei Vela, afferma: “Abbiamo lottato per troppo tempo per ottenere ciò che ci spettava. Abbiamo ripreso la dignità che ci è stata tolta, quella che abbiamo urlato dai muri di quei vecchi edifici mentre nessuno ascoltava”.