Il 31enne Salim El Koudri, responsabile dell'attentato che ha causato la morte di una donna e ferito altre otto persone nel centro di Modena il 16 maggio 2026, ha tentato un atto di suicidio in carcere. Secondo fonti investigative, l’uomo avrebbe ingerito farmaci, scatenando un allarme che ha portato al suo trasferimento d’urgenza in ospedale. Fortunatamente, le sue condizioni sono stabili e non è in pericolo di vita.
Procedimenti Legali e Perizia Psichiatrica
La vicenda si aggiunge al processo penale che vede El Koudri imputato del reato di strage. Il 2 ottobre, il giovane si è presentato davanti alle vittime presso il Tribunale di Modena per la discussione della perizia psichiatrica richiesta per valutare la sua capacità di intendere e volere. Questa perizia è un elemento cruciale per determinare l'eventuale applicazione di misure alternative alla detenzione o per accertare la piena imputabilità del reato.
Il garante per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, ha sottolineato l'importanza di riconoscere ai detenuti il diritto di essere trattati come esseri umani, soprattutto nei momenti di disperazione. Ha inoltre evidenziato che episodi simili sono frequenti nella regione, con una media di 33 ore tra un tentativo di suicidio e l’altro, ribadendo la necessità di supporto psicologico e sociale per i detenuti.
La vicenda solleva interrogativi sulla salute mentale di El Koudri e sulle condizioni di vita in carcere. L'evento si inserisce nel contesto più ampio della gestione del sistema carcerario italiano, con un’attenzione crescente alla prevenzione dei suicidi e al benessere psicofisico dei detenuti. La perizia psichiatrica sarà determinante per comprendere le cause che hanno portato a questo drammatico episodio.