Mestre – Una situazione drammatica quella vissuta da una signora di 76 anni residente in via Bagaron a Campalto, dove la sua abitazione in una palazzina Ater è diventata teatro di abusi, minacce e degrado. L'anziana, assegnataria dell’alloggio da oltre cinquant’anni dopo essere stata sfollata dalle alluvioni di Ca’ Emiliani a Marghera, racconta di vivere nel terrore per il ritorno di inquilini molesti e spacciatori che hanno trasformato l’edificio in un focolaio di criminalità. «Mi hanno proposto di traslocare ma dovrei buttare via i mobili», ha dichiarato la donna, visibilmente scossa.
La signora descrive una serie di violenze subite negli anni: vandalismi continui, cambi frequenti del cilindro delle porte, esplosioni della cassetta delle lettere e tentativi di intimidazione. Il marito della donna ha dovuto rinforzare la porta d'ingresso con pannelli di metallo e inferriate per proteggerla dalle aggressioni. La situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di diverse auto e barche abbandonate all’esterno dello stabile, oltre a un carrello bruciato in concomitanza con una perquisizione. L’interno dell’edificio presenta gravi danni strutturali, con gradini di marmo danneggiati, tracce di infiltrazioni canine nelle terrazze e accumuli di rifiuti.
L'Ater ha proposto alla donna un trasferimento in una casa più piccola ma da ristrutturare, ma la signora rifiuta perché teme di dover abbandonare i mobili che ha acquistato con sacrifici. La situazione è aggravata anche dalla presenza di colombi, per i quali è stata installata una rete, e dal degrado generale dell’immobile, con infiltrazioni e danni causati da traslochi. «Sono segni di deiezioni canine – racconta – le ammucchiavano in terrazza e poi le scolavano con un tubo installato per lo scopo».
L'Ater ha dichiarato che affronterà la questione e effettuerà delle verifiche sullo stabile. La vicenda solleva preoccupazioni sulla gestione degli immobili Ater e sulla necessità di interventi urgenti per garantire la sicurezza e il decoro degli edifici residenziali.