Caso Regeni: Meloni controverse posizioni e richieste dei familiari
Roma – La premier Giorgia Meloni ha espresso la sua posizione sul caso di Giulio Regeni, ribadendo che «non aiuta chiudere i rapporti con l’Egitto». Intervenendo a seguito della sentenza della Corte d'Assise di Roma che ha condannato tre ex agenti segreti egiziani per sequesto di persona, Meloni ha sottolineato che la strada diplomatica resta fondamentale, nonostante il fatto che i giudici abbiano solo riconosciuto il reato di sequestro e non quello di omicidio.
La sentenza, che vede condannati solo per il sequestro del ricercatore di Fiumicello, ha sollevato un acceso dibattito. I familiari di Regeni, tramite la loro legale Alessandra Ballerini, contestano l'interpretazione del governo e reclamano immediatamente il pagamento della provvisionale di 150 mila euro riconosciuta dalla Corte come risarcimento per il danno subito. La Ballerini evidenzia che tale somma è «immediatamente esecutiva» e non necessita di attendere la definizione definitiva della sentenza.
Le posizioni in contrasto
- Governo Meloni: Favorisce i canali diplomatici per evitare di compromettere le indagini e la cooperazione.
- Familiari Regeni: Chiedono il risarcimento immediato e l'interruzione dei rapporti con l'Egitto, considerandolo un paese «lontano dall'essere sicuro».
Il rinvio della discussione e del voto in Commissione Difesa sul rinnovo del memorandum Italia-Egitto ha ulteriormente alimentato le polemiche. Il parlamentare FdI, Mauro Malaguti, ha motivato il rinvio con l'impossibilità di conciliare i lavori commissionali, mentre il PD denuncia un «scandaloso» rinvio in un momento cruciale.
Il governo Meloni intende attendere la pronuncia della Cassazione prima di avviare le procedure per ottenere il pagamento del risarcimento dai tre condannati, ma l'iter potrebbe richiedere almeno due anni. La questione rimane aperta e complessa, con posizioni inconciliabili tra governo e famiglia Regeni.