Roma – Il tavolo convocato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per discutere la manovra finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale è diventato subito teatro di tensioni. Le Regioni esprimono forti malumori riguardo ai tagli previsti, in particolare a seguito delle dichiarazioni dell’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, che ha definito “insostenibili” le misure.
Il ‘Documento programmatico’ presentato dai governatori chiede maggiori risorse e lo stop ai vincoli sul personale. Il governo Meloni difende l’impegno per il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, evidenziando la crescita delle risorse per il Fondo sanitario a 146,3 miliardi nel 2027. Tuttavia, le Regioni contestano la cifra, ricordando richieste di 18 miliardi in tre anni.
Le Polemiche e i Dati Chiave
- La Lombardia stima un impatto di quasi mezzo miliardo, con conseguenze sulla riduzione dei tempi di attesa.
- L’Emilia-Romagna chiede 426 milioni per coprire l’aumento dell’inflazione e l’impennata dei costi energetici.
- Il Fatto Quotidiano stima circa 220 milioni di euro di tagli per la Puglia.
- Sono previsti 138 milioni di euro per l'Emilia Romagna, il 4% della richiesta totale.
Le critiche si concentrano sull’insufficienza delle risorse per affrontare l’inflazione e i costi energetici, con un ribasso del 4% rispetto alla richiesta complessiva di 3,48 miliardi. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, difende le scelte del governo, definendo ingenerose le accuse.
Il dibattito si infiamma anche a causa delle dichiarazioni del presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (FdI), che accusa Bertolaso di “gestire sempre un’emergenza per trovare un ruolo ulteriore”. Il presidente della Liguria, Marco Bucci, invece, vede positivamente ogni euro in più destinato alla sanità, mentre il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, denuncia un taglio enorme e l’assenza di una copertura dei costi dell’inflazione.