La Federcalcio è al centro di un’indagine avviata dal Procuratore Federale Giuseppe Chinè, in seguito a sollecitazioni del Procuratore Generale Taucer. Il focus principale delle indagini riguarda l'interpretazione dello Statuto Federale, in particolare dell'articolo 29 comma 1, che impone il ‘tesseramento in regola’ per i candidati a posizioni di potere. Chinè adotta un approccio letterale, sostenendo che questo obbligo si riferisca solo a chi possiede già un tesseramento, una posizione che Taucer contestava.
Il Ruolo dei Principi Fondamentali del Coni
La questione assume ulteriori sfumature per via della specificità del caso. Il tesseramento – o meglio, l’essere in regola con il tesseramento – è considerato uno dei Principi Fondamentali del Coni, garantendo l'appartenenza a un determinato settore sportivo. La Federcalcio è l'unica federazione che richiede tale condizione per le candidature, creando una disparità rispetto ad altre discipline.
Il caso specifico riguarda la candidatura di Marco Miele alla presidenza della Lega Nazionale Dilettanti (LND). Miele, socio fondatore del Vigor Mellis dal 2010 fino al 2012, aveva ottenuto un tesseramento ‘ad hoc’ il 16 aprile 2026 per la candidatura. La validità di questo tesseramento è stata messa in discussione, sollevando dubbi sulla sua capacità di definire l'appartenenza a un settore sportivo come richiesto dai principi del Coni.
La decisione di Chinè e Taucer potrebbe avere conseguenze significative per la Federcalcio, con il rischio concreto di un commissariamento da parte del CONI stesso. La contestazione dell’interpretazione dello Statuto apre scenari complessi che potrebbero portare a una revisione dei processi di candidatura e a controlli più stringenti.