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Don Gamberoni lascia Trieste dopo 56 anni di servizio

22 Ottobre 2026 • 2 min
Don Gamberoni lascia Trieste dopo 56 anni di servizio
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Indice

    L’ultima messa di don Gamberoni: un addio a Trieste

    Dopo 56 anni dedicati alla comunità triestina, don Carlo Gamberoni, canonico del Capitolo di San Giusto martire, ha preso la decisione di lasciare la città che lo ha visto crescere e servire. Venerdì 23 ottobre alle ore 18:30 celebrerà l’ultima messa di commiato nella chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta come Sant’Antonio Vecchio, per poi tornare nel Varesotto, dove sente ancora di poter essere utile alla comunità.

    Una vita tra Trieste e il Varesotto

    L'arrivo di don Gamberoni a Trieste avvenne il 3 novembre 1970, il giorno successivo all’ordinazione da parte di monsignor Antonio Santin, che si recò subito in seminario. La sua storia è intrecciata con quella della città e degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Il suo impegno fu costante: dalla parrocchia di Servola, dove operò dal 1975 al 1993, alla Beata Vergine del Soccorso (dal 1994 al 2010), passando per il catechismo a Sottolongera e il dialogo con la comunità slovena. Un legame profondo con il santuario di Porzûs, dove celebrava ogni anno la messa alla Madonna.

    Le sfide della parrocchia di Sant’Antonio Vecchio

    La chiesa della Beata Vergine del Soccorso divenne un punto di riferimento per gli istriani, accolti come ‘ospiti’ durante il periodo post-bellico. Don Gamberoni ha contribuito alla sua ristrutturazione, ottenendo finanziamenti e recuperando il campanile. Ricorda con affetto le messe in sloveno, studiate appositamente per accogliere i nuovi fedeli. Tuttavia, negli ultimi anni, a causa di un’evoluzione del suo ruolo pastorale, si è sentito progressivamente messo ai margini, spingendolo a cercare nuove opportunità.

    La decisione di tornare alle origini

    “Lì posso ancora sentirmi utile alla comunità”, ha dichiarato don Gamberoni. La sua delusione deriva dal fatto che dopo la pensione, le sue attività si sono ridotte a celebrare occasionalmente messe con poche persone. La decisione di ritornare nel Varesotto è stata quindi una scelta consapevole per continuare a svolgere un ruolo attivo e valorizzato.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Il Piccolo. Leggi originale →

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