Lo Sguardo a Rovescio di Marialba Russo
A Roma si tengono attualmente due mostre dedicate alla fotografa napoletana Marialba Russo, un’artista che ha saputo osservare il mondo con uno sguardo inusuale e provocatorio. Le sue opere, realizzate tra il 1974 e il 1981, rappresentano una vera e propria antropologia visiva, un'indagine sui confini del genere, sull’identità sessuale e sulle tradizioni popolari del Sud Italia.
Un Approccio Antropologico
Russo si avvicina alla fotografia non come semplice strumento di documentazione, ma come un vero e proprio strumento di ricerca. La sua visione è quella di un’antropologa che analizza i comportamenti umani, le convenzioni sociali e i rituali, mettendo in discussione le categorie tradizionali. Come stessa dichiarato Russo, “se lo sguardo si misura con una cosa e la sceglie, è già il fatto di una dimensione politica”. Le sue fotografie non sono solo immagini, ma interpretazioni, riflessioni sul mondo che ci circonda.
Travestimento: Il Carnevale come Rito di Sovversione
Una delle serie più significative della mostra al Macro è “Travestimento”, composta da circa trenta ritratti di uomini che si travestono da donne durante i carnevali campani. Russo cattura la magia e l’ambiguità di questi momenti, in cui i ruoli sono invertiti, le convenzioni sociali vengono sospese e il desiderio di esprimere la propria identità può manifestarsi in modi inaspettati. L'artista osserva attentamente la gestualità stereotipata, legata alle figure femminili della famiglia, senza giudizio, semplicemente documentando un rito di sovversione.
Dalla Murgia Materana ai Santuari: Documentazione di Rituali e Tradizioni
Altre opere esposte al Macro, come “Al ristorante”, raccontano la storia di due giovani uomini che ritornano da un santuario della Madonna di Monteverde, nella Murgia materana. La fotografia cattura un momento di libertà ed espressione, in cui i soggetti abbandonano le regole sociali e si abbandonano a una danza erotica. Allo stesso modo, l’appendice alla mostra al Muciv, “Immagini della Madonna dell’Arco”, documenta i rituali legati a un santuario vicino a Napoli, frutto di una ricerca più ampia sulle culture popolari italiane coordinata dall'antropologa Annabella Rossi.
La Mostra al Muciv
Un’altra parte della retrospettiva è esposta al Museo delle Civiltà (Muciv) e si concentra sulla documentazione dal 1971 al 1976 dei rituali legati a un santuario vicino a Napoli. La serie è stata concepita all'interno di una ricerca più vasta sulle culture popolari italiane, il progetto era stato realizzato con il sostegno del Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma, le cui collezioni sono poi state acquisite dal Muciv.