L’Idf uccide ancora: due donne cattoliche morte nella Striscia
Tel Aviv – La guerra a Gaza continua senza sosta, segnata da frequenti bombardamenti israeliani e da una crescente controversia interna legata al film ‘Naza’. Il recente attacco con un drone alla parte occidentale di Gaza city ha causato la morte di cinque persone, tra cui due donne cristiane appartenenti alla piccola comunità religiosa della Striscia.
Il Bombardamento e le Vittime
Secondo fonti del Patriarcato Latino di Gerusalemme, le donne decedute erano Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud e Mary Hafez Michel Najjar, membri della parrocchia della Sacra Famiglia. Vivevano a Gaza da molti anni, tornando temporaneamente nella loro casa per un periodo di riposo. Il bombardamento ha distrutto l’edificio in cui si trovavano, causando la morte di cinque persone, sebbene non sia ancora certo che tra queste ci fossero gli obiettivi primari dell'Idf, ovvero Ali al Amoudi.
La Comunità Cristiana di Gaza
La comunità cristiana di Gaza, ridotta a meno di 500 anime su una popolazione di circa due milioni, è da tempo oggetto di violenze e attacchi durante il conflitto. Da settembre 2023, almeno 62 cristiani sono stati uccisi, tra cui quattro in attacchi diretti contro il compound della Sacra Famiglia. Il numero complessivo delle vittime palestinesi a causa dei raid israeliani nel corso del cessate il fuoco di un anno è pari a circa 1.150.
Il Film ‘Naza’ e la Contro-Operazione
Parallelamente alla guerra, si sta diffondendo il film ‘Naza’, diretto da ufficiali dell'Idf che mirano a confutare le affermazioni contenute nel film originale. Il documentario, intitolato ‘The Real Story’, presenta testimonianze di alti ufficiali coinvolti nella guerra e cerca di dimostrare che l’esercito israeliano seleziona i suoi target con precisione e minimizza le vittime civili. La discussione sul film ha scatenato un acceso dibattito in Israele, evidenziando le tensioni interne riguardo alla gestione del conflitto.