Nel 1972, ‘Radici’ di Francesco Guccini consacrò il cantautore come uno dei pilastri della musica italiana. Tra i brani più amati dell'album, ‘La Locomotiva’ emerge come un esempio emblematico del suo stile: una ballata intensa e carica di significato che narra il tragico gesto di Pietro Rigosi, il macchinista che nel 1893 diede vita a un atto di protesta anarchica.
Le radici della canzone
Come riportato da un'intervista a Aldo Cazzullo, Guccini ammise di aver concepito ‘La Locomotiva’ in soli venti minuti, ma la sua realizzazione fu tutt'altro che rapida. Le tredici strofe successive nacquero spontaneamente, ispirate dal fascino del movimento anarchico e da figure chiave come Gaetano Bresci e Carlo Cafiero, pronti a sacrificare la vita per i propri ideali di uguaglianza. L’autore si ispirò anche alla storia di Luigi Licheni, che nel 1889 tentò di assassinare l'imperatrice Sissi con una lima.
Guccini sottolinea come ‘La Locomotiva’ sia “prima di tutto una suggestione letteraria”, un tentativo di catturare lo spirito ribelle e la volontà di morte per ideali che animavano alcuni anarchici. Il cantautore, pur modificando l'epilogo della storia (Rigosi sopravvisse), ne ha mantenuto il nucleo centrale: un atto di sfida contro l'ordine costituito. La canzone è stata definita “una suggestione letteraria” e “un’ispirazione al movimento anarchico di fine 800 e inizio 900”.
La composizione della canzone, frutto di una combinazione di ispirazione immediata e riflessione approfondita, testimonia la maestria di Guccini nel creare brani che uniscono musica, poesia e impegno politico. ‘La Locomotiva’ rimane un simbolo della sua capacità di affrontare temi complessi con sensibilità e profondità.