Il centrosinistra italiano sembra aver invertito l'ordine naturale delle cose, privilegiando il marketing dei nomi rispetto alla definizione di politiche concrete. Secondo l'analisi di Aldo Grasso, l’approccio si basa su un nominalismo che parte dal nome per definire la realtà, anziché viceversa.
Si critica l'eccessivo investimento nel rebranding, con acronimi e simboli (querce, ulivi, margherite) utilizzati come sostituti di una visione chiara del futuro. L'articolo evidenzia un’inversione di priorità rispetto al tradizionale approccio politico.