La Capitale di Roma ha subito una profonda revisione del suo assetto territoriale, con un raddoppio del numero dei quartieri e l'obiettivo di fornire servizi più mirati e personalizzati ai cittadini. Questa operazione, frutto di un lavoro durato quattro anni e coinvolgendo numerosi enti e associazioni locali, mira a superare le vecchie mappe urbanistiche risalenti al 1977 e a rispondere alle mutate esigenze della popolazione romana.
Rinnovamento del Censimento e Nuova Mappa Urbana
Il censimento, aggiornato a 322 zone funzionali rispetto alle precedenti 155, è stato realizzato sulla base di dati demografici aggiornati, con l'intento di ottimizzare l'azione amministrativa in relazione alle peculiarità dei singoli territori. La delibera di Giunta, presentata ieri in Campidoglio, passerà ora all’esame e al voto definitivo dell’Assemblea capitolina. Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come questo censimento non sia un semplice esercizio burocratico, ma uno strumento fondamentale per intervenire in modo accurato, basandosi sui dati reali e non su medie imprecise.
Il progetto include l'individuazione di 100 zone funzionali, oltre all’invariato mantenimento dei 22 rioni esistenti. L’intervento si concentra sull’ottimizzazione dell’azione amministrativa in relazione alle peculiarità dei singoli territori e alle concrete necessità di coloro che li abitano, con l'auspicio di migliorare servizi come asili nido, trasporti pubblici, ciclabili, Asl, centri anziani e oasi climatiche. L’obiettivo è quello di distribuire con maggiore efficacia risorse e servizi, rafforzando le politiche di prossimità e valorizzando le identità e il senso di appartenenza delle comunità.
L'aggiornamento della mappatura è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto i 15 municipi, tre università pubbliche (La Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata), l’Istat, associazioni locali e comitati di quartiere. La presidente dell’aula Giulio Cesare, Svetlana Celli, ha evidenziato come Roma, per la sua dimensione e complessità, richieda politiche capaci di tenere insieme centro e periferie, prossimità e visione strategica. Il lavoro è stato condotto a partire da una ripartizione geografica della Capitale che mostrava i segni del tempo, basata su un riordino toponomastico risalente al 1961 e sulla ripartizione in zone urbanistiche stabilita nel 1977 sotto l’amministrazione Argan.