L’Inizio inaspettato Alessandro Calò, il centrocampista che sta facendo la differenza nel Frosinone, ha una storia di approccio al calcio tutt'altro che convenzionale. Tutto è iniziato a soli tre anni, grazie all'intervento del nonno e alle sue ‘conoscenze’ nel mondo del tesseramento giovanile. Nonostante il limite minimo di età per l'ingresso nei vivai fosse di cinque anni, Calò fu accettato, un segno della sua precoce attitudine e visione di gioco.
Il Ruolo di Indiani La Sampdoria notò presto il talento del bambino, portandolo via da Trieste a quattordici anni con un precontratto. Fu allora che entrò nella vita Paolo Indiani, allenatore che avrebbe poi definito ‘santone’, guidando Pontedera per dodici campionati toscani. L'influenza di Indiani fu determinante, instillando fiducia e una solida base tecnica nel giovane Calò.
Il Svincolo e la Scoperta Nonostante il successo a Pontedera, Calò si ritrovò svincolato, un evento che cambiò drasticamente il suo percorso. L'estate dei vent’anni lo portò a una breve parentesi alla Juve Stabia, ma l'offerta non concretizzatasi lo spinse verso nuove sfide. Tre anni in Campania, con la vittoria del campionato di Serie C e un impressionante bottino di 4 gol e 13 assist, ne dimostrarono il potenziale.
Il Frosinone Oggi, Calò è protagonista nel Frosinone, una storia che inizia con un’intuizione e si conclude con la possibilità di raggiungere traguardi importanti. La sua carriera, costellata da colpi di scena, ne sottolinea l'importanza del talento e della determinazione.