Sigfrido Ranucci, ex dirigente Rai coinvolto nello scandalo Lavitola, ha rilasciato una dichiarazione pubblica a Lavarone (Trento) in un evento che ha visto la partecipazione di oltre mille persone. La sua uscita, la prima dopo la confessione di Lavitola, è stata accolta da applausi e dal sostegno della sua «gente». Ranucci si è definito vittima di «un attacco vergognoso», ribadendo il suo rispetto per i giudici e l'impossibilità di rilasciare dichiarazioni sull'inchiesta. La Rai ha comunicato la volontà di sostituirlo, lasciando aperta la questione del suo futuro all’interno dell’azienda.
Critiche, Polemiche e Attacchi a Report
La situazione è ulteriormente complicata dalle critiche mosse alla trasmissione Report. Ranucci ha contestato la pubblicazione degli stipendi della squadra di Report da parte de Il Tempo, definendola «vergognosa» perché contenente spese anziché stipendi effettivi, inclusi costi per trasferte all'estero e montaggio video. Ha sottolineato l’incredulità di essere stato informato del documento direttamente dalla Rai.
La polemica si è estesa alle accuse riguardanti le amicizie di Ranucci, in particolare il riferimento a Luigi Ciavardini, figura controversa legata alla strage di Bologna. Questo accostamento è stato fatto per mettere in discussione la commissione antimafia presieduta da Chiara Colosimo, che ha sempre negato qualsiasi rapporto di amicizia con Ranucci. L'episodio evidenzia le tensioni e i sospetti che circondano l’inchiesta e il ruolo dei suoi protagonisti.
Infine, Ranucci ha reagito alle minacce riguardanti la sua scorta personale, dichiarando che la presidente della commissione antimafia non può intervenire. La vicenda dimostra come le accuse e i contenziosi legati allo scandalo Lavitola continuino a generare reazioni forti e a creare un clima di incertezza.