Ali Abbasi, regista del film «The Apprentice», ha rivelato dettagli controversi sull’educazione di Donald Trump, sostenendo che il suo comportamento aggressivo e impulsivo risale all'età di 12 anni. Il regista, intervistato dal Corriere, ha descritto Trump come un bullo da sempre, influenzato dal padre, Severino Trump Jr., un uomo severo che lo mandò in una scuola militare dopo aver scoperto i suoi interessi per i coltelli a serramanico.
Abbasi spiega che questa esperienza formativa, caratterizzata da un ambiente competitivo e dalla presenza di figure autoritarie come Roy Cohn, ha contribuito a plasmare il carattere di Trump. Il regista sottolinea come il tycoon tenda ad approfittare delle debolezze degli avversari, spingendosi oltre quando percepisce una mancanza di forza o dipendenza da lui. Questa visione si riflette nel film «The Apprentice», che esplora l’ascesa immobiliare di Trump e l'influenza del suo avvocato Cohn, noto per le sue tattiche aggressive e il suo approccio senza scrupoli.
L'intervista evidenzia anche la comunicazione impulsiva di Trump, descritta da Abbasi come una strategia deliberata. Il regista suggerisce che Trump si sta preparando ad appoggiare politicamente qualcun altro, diverso da sé stesso, sfruttando le sue capacità comunicative per creare divisioni e ottenere vantaggi politici. Questa affermazione arriva in seguito all'ultimo attacco di Trump a Giorgia Meloni, a cui Abbasi fa riferimento con un linguaggio simile a quello dei tabloid sensazionalistici.
La vicenda solleva interrogativi sul passato di Trump e sulle possibili radici del suo comportamento politico. La descrizione dell’infanzia da parte di Abbasi, sebbene non verificabile in modo indipendente, offre una prospettiva inedita sulla figura del tycoon, suggerendo un'origine delle sue tendenze aggressive nella sua formazione familiare. L'intervista si conclude con la riflessione sul ruolo del bullismo nella politica e sull'abilità di Trump nel manipolare le informazioni e sfruttare le debolezze degli altri.