Il Movimento 17 ottobre adotta una tattica di evasione, comunicando i luoghi dei futuri raduni solo un’ora prima dell’evento. Questa strategia, in seguito a numerose perquisizioni domiciliari e personali condotte dalla Digos in diverse città italiane – con almeno la metà dei soggetti coinvolti minorenni – mira a eludere il controllo delle autorità.
Nuovi Raduni Improvvisati e Cambiamento di Tattiche
Alle 15:30, il movimento annuncerà la piazza finale, comunicata in rete con un’ora di anticipo. Il sedicente Movimento, ancora in fase di coordinamento, ha dichiarato che non rinuncerà a scendere in strada, ma cambierà il modo in cui lo farà, organizzando tre concentramenti che si muoveranno in corteo come “tre fiumi che confluiscono”. Questa decisione segue un precedente annuncio sui social media in cui si preannunciavano raduni in piazze specifiche, ma poi cancellati all’ultimo minuto.
Le perquisizioni, eseguite a seguito delle manifestazioni del 17 e 18 ottobre, hanno coinvolto circa 100 persone, tra cui 51 minorenni, identificate nei gravi disordini. La Digos ha operato in 18 città italiane, evidenziando l'impatto diffuso di queste azioni dimostrative.
Il Movimento 17 ottobre si presenta come una sfida aperta alle autorità e ai “divisi adulti”, promettendo di non fermarsi di fronte ai manganelli. Questa mossa strategica potrebbe essere interpretata come un tentativo di testare la reazione delle forze dell'ordine e di mobilitare nuovi sostenitori.