Global Peace Index 2026: Un’analisi della pace globale
Il Global Peace Index, elaborato dall’Institute for Economics and Peace, fornisce una panoramica dettagliata dei Paesi più sicuri al mondo. La metodologia dell'indice, basata su 23 indicatori suddivisi in tre categorie – sicurezza e protezione sociale, conflitti in corso e livello di militarizzazione – offre un quadro complesso della pace globale. Nel 2026, l’Islanda si conferma nuovamente al primo posto con un punteggio di 1,161, mantenendo il primato per diciannovesimo anno consecutivo.
I Paesi più pacifici del mondo
- Islanda (1,161): Leader indiscusso per il diciannovesimo anno consecutivo.
- Nuova Zelanda (1,343): Al secondo posto, un altro Paese noto per la sua stabilità e sicurezza.
- Svizzera (1,363): Completa il podio con un alto livello di pace.
- Slovenia (1,425), Irlanda (1,478), Austria (1,509): Tra i primi dieci, si evidenziano anche questi paesi europei.
- Singapore (1,536), Finlandia (1,564), Giappone (1,573): Paesi con un elevato standard di vita e bassi livelli di criminalità.
L'Europa al centro della classifica
La top 50 del Global Peace Index è dominata dai Paesi europei, con 28 nazioni rappresentate. La forte presenza dell’Europa occidentale e centrale riflette un generale livello di stabilità politica e sociale in molte aree del continente. Tra questi, Danimarca, Repubblica Ceca, Canada, Ungheria, Paesi Bassi, Croazia, Spagna e Germania si distinguono per i loro punteggi elevati.
L'Italia al 35° posto
L’Italia occupa la 35esima posizione con un punteggio di 1,712. Sebbene il Paese si posizioni tra i primi 50, è importante considerare che il Global Peace Index non misura esclusivamente la criminalità, ma tiene conto anche di fattori come conflitti interni, stabilità politica e relazioni internazionali. La classifica italiana evidenzia comunque una performance positiva rispetto alla media globale, con Paesi come Spagna e Germania che si collocano più in alto nella graduatoria.
Nel 2026 il livello medio globale è diminuito dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Questo indica un trend generale di miglioramento della pace mondiale, sebbene rimangano significative disparità tra i diversi Paesi e regioni.