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Giulio Regeni: Condannati Tre 007 Egiziani per Sequestro, Non per Omicidio

29 Settembre 2026 • 2 min
Giulio Regeni: Condannati Tre 007 Egiziani per Sequestro, Non per Omicidio
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Indice
    Giulio Regeni: Sentenza Dopo 10 Anni

    Giulio Regeni: Condannati Tre 007 Egiziani per Sequestro, Non per Omicidio

    Roma – Dopo un decennio di attesa e battaglie legali, la Corte d’Assise di Roma ha emesso una sentenza storica nel caso della morte di Giulio Regeni. Il ricercatore italiano, trovato senza vita il 2 febbraio 2016 a margine di uno studio sui movimenti notturni ad Alessandria d’Egitto, è stato riconosciuto vittima di un sequestro di persona perpetrato da tre agenti segreti egiziani – il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Tuttavia, la Corte ha respinto l'accusa di omicidio, contestata inizialmente da uno degli imputati, ribadendo che le prove non erano sufficienti per attribuire loro la responsabilità della morte.

    La Sentenza: 10 Anni per Sequestro

    I giudici hanno condannato i tre agenti egiziani a 10 anni di reclusione per il sequestro di persona. La sentenza rappresenta un punto di svolta, sebbene non porti alla piena giustizia per la famiglia Regeni, che da dieci anni si batte per conoscere la verità sulla morte del figlio. Il generale Tariq Sabir è stato invece assolto da tutte le accuse.

    Le Ragioni della Sentenza

    • Sequestro di Persona: La condanna principale riguarda il reato di sequestro di persona, come stabilito dai giudici sulla base delle prove raccolte.
    • Mancanza di Prove per l'Omicidio: La Corte ha ritenuto insufficienti le prove per attribuire agli agenti egiziani la responsabilità diretta della morte di Regeni, nonostante la Procura avesse sostenuto che il sequestro era stato seguito da torture e uccisione.
    • Ruolo degli Apparati Egiziani: La sentenza conferma l'implicazione degli apparati segreti egiziani nell’evento, riconoscendo che l'attività criminale era stata posta in essere da persone legate allo Stato egiziano.

    Reazioni e Prospettive

    I genitori di Giulio Regeni, Paola e Claudio Regeni, insieme alla sorella Irene, hanno accolto la sentenza con compostezza, riconoscendo il valore del riconoscimento della responsabilità per il sequestro. La Procura continuerà ad attendere il deposito delle motivazioni per decidere se presentare appello. Il capo dei pm della Capitale ha sottolineato l'importanza di questo risultato ottenuto nonostante la mancanza di collaborazione da parte dell’autorità egiziana, mentre il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha definito il verdetto “una sentenza storica” che conferma la ricostruzione della Procura.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Blitz Quotidiano. Leggi originale →

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