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Gianluca Di Feo vince il Premio Estense per l'analisi della guerra moderna

26 Settembre 2026 • 2 min
Gianluca Di Feo vince il Premio Estense per l'analisi della guerra moderna
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Indice

    Gianluca Di Feo, Premio Estense per l’analisi della guerra del futuro

    Ferrara – Gianluca Di Feo, giornalista di Repubblica esperto in Difesa e questioni militari, ha vinto la 62esima edizione del Premio Estense con il suo libro Il cielo sporco: come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo (Guanda Editore). La vittoria è stata sancita da una giuria composta tra gli altri da Alberto Faustini, presidente della giuria e autore di inchieste giornalistiche di rilievo. La cerimonia si è tenuta ieri al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, attirando l’attenzione dell'establishment culturale e del mondo dei media.

    Le parole del vincitore

    Di Feo ha espresso la sua sorpresa per il riconoscimento, sottolineando la qualità degli altri tre libri in gara: L’altro Garibaldi di Virman Cusenza, La peste. Indagine sulla destra in Germania di Tonia Mastrobuoni e Invincibili di Nello Trocchia. «Il messaggio del mio libro è angosciante perché descrive l'evoluzione della guerra affidata ai droni, all’intelligenza artificiale, alimenti la consapevolezza del pericolo che corriamo», ha dichiarato Di Feo. «L’uomo perde il controllo e la decisione di uccidere è delegata alle macchine». Il giornalista ha evidenziato l'aumento esponenziale della produzione di droni da parte di Ucraina (cinque milioni) e Russia (sei milioni), definendo questa situazione un'epidemia in continua mutazione che richiede una risposta immediata, inclusa la richiesta di regole internazionali per limitare i conflitti.

    L’analisi della giuria

    Alberto Faustini ha definito il libro di Di Feo «una parola rubata all’agricoltura che un tempo annunciava i temporali e oggi annuncia temporali di guerra, di droni». Ha sottolineato l'importanza del giornalismo di profondità nel raccontare come la guerra stia cambiando, passando dall'Iran all'Ucraina per arrivare a Israele. «C’è un giornalismo di profondità che racconta attraverso un’inchiesta come sta cambiando la guerra, passando dall’Iran all’Ucraina per arrivare a Israele con una scrittura di grande qualità che non smette di parlare ai lettori», ha aggiunto Faustini.

    Implicazioni del premio

    Andrea Pizzardi, presidente della Fondazione Premio Estense, ha evidenziato come il libro di Di Feo rifletta un importante cambiamento di paradigma nella guerra, sottolineando che il drone non è più solo un’arma ludica ma un'arma micidiale capace di uccidere senza la presenza dell'uomo. Il premio riconosce l'importanza del giornalismo investigativo nel denunciare le nuove sfide alla sicurezza internazionale.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Repubblica. Leggi originale →

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