Taranto, 7 Maggio 2025 – La Cassazione ha pronunciato una sentenza che sancisce il definitivo stop all’utilizzo degli altiforni dell'ex Ilva a Taranto. La decisione, confermata dalla Corte d’appello di Milano, si basa sulla presenza ancora significativa di amianto (circa 2.140 tonnellate) all’interno dei cowpers, unita alle problematiche strutturali evidenziate da numerosi rapporti ISPRA e dall'obsolescenza degli impianti.
Le Ragioni della Sentenza
La Corte ha motivato la sua decisione invocando i principi di precauzione, prevenzione e causalità attenuata. La presenza dell’amianto, sostanza la cui nocività è ampiamente riconosciuta, ha portato i giudici a considerare l'area pericolosa e rilevante, nonostante le misure di contenimento adottate. L'incendio del 7 maggio 2025 ha ulteriormente rafforzato il quadro probatorio che evidenziava la situazione critica.
La sentenza sottolinea come l’obiettivo della tutela della salute e dell’ambiente debba essere quello di un rapido risanamento, piuttosto che consentire la prosecuzione delle attività con semplici riduzioni del livello di protezione. La Cassazione ha infatti evidenziato i numerosi incidenti verificatisi negli stabilimenti, le prescrizioni dell'AIA 2017 e l’obsolescenza degli impianti, tutti elementi che hanno contribuito alla decisione.
La sentenza ha implicazioni significative per il futuro dell'acciaieria di Taranto, con la prospettiva di un ulteriore ridimensionamento delle attività produttive. Parallelamente, si apre una fase complessa per la gestione e lo smaltimento del materiale amiantoso, con conseguenze economiche e ambientali da valutare attentamente.