La Fifa ha accolto una richiesta inaspettata del presidente Donald Trump, che avrebbe convinto il presidente della Federazione Gianni Infantino a riabilitare l'attaccante statunitense Folarin Balogun dopo la sua espulsione durante la partita contro la Bosnia. La decisione, presa senza un vero dibattito interno alla Fifa e basata sul congelamento dell’articolo 66.4 del Codice Disciplinare, ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sull'influenza politica nel processo decisionale della Federazione internazionale.
Un intervento inaspettato
L’espulsione di Balogun durante la partita del 4 luglio, avvenuta in un contesto già carico di polemiche e dichiarazioni controverse, aveva scatenato una discussione interna alla Fifa sull'applicazione dell'articolo 66.4, che prevede la squalifica automatica di una giornata per chi viene espulso. Secondo quanto riporta il membro del Congresso della Federazione internazionale, che ha chiesto di rimanere anonimo, la richiesta di grazia è arrivata direttamente dall’ufficio di Infantino, con l'appoggio di Trump. La decisione di riabilitare Balogun permetterà all'attaccante statunitense di giocare contro il Belgio agli ottavi di finale della Coppa del mondo 2026.
La vicenda ha scosso la Federazione belga, che ha già presentato un ricorso alla Fifa e sta valutando tutte le possibili opzioni per tutelare i principi fondamentali del fair play nel calcio. Il presidente del Belgio Rudi Garcia ha espresso il suo disappunto, paragonando l'accaduto a uno scherzo del primo aprile, evidenziando la natura sospetta di una decisione di tale portata presa dopo una richiesta della presidenza.
Il caso solleva interrogativi sul ruolo dell’influenza politica nel processo decisionale della Fifa e sulla potenziale manipolazione delle regole disciplinari. La vicenda è anche un esempio di come il rapporto tra Infantino e Trump possa influenzare le decisioni della Federazione internazionale, soprattutto alla luce dello stretto legame tra i due leader. L'episodio ha riacceso il dibattito sulla necessità di maggiore trasparenza e indipendenza all’interno della Fifa.