Il Consiglio d’Europa ha lanciato un allarme sulla situazione della libertà di stampa, votando all’unanimità una risoluzione che denuncia ‘minacce crescenti al pluralismo e all’indipendenza dei media’. Il documento, presentato alla Camera dalla deputata Valentina Grippo, relatrice generale dell'Assemblea per la libertà dei media e la sicurezza dei giornalisti, dipinge un quadro preoccupante: solo il 25% della popolazione mondiale ha accesso all'informazione.
La relazione, frutto di due anni di analisi e audizioni, individua cinque principali minacce al giornalismo: il deserto informativo, l’accentramento nella proprietà dei media, l’ingerenza politica, l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale e la sicurezza fisica e morale del giornalista. Secondo Guido D'Ubaldo, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio, 30 professionisti vivono sotto scorta e nel solo scorso anno sono stati minacciati 750 colleghi in tutta Italia.
La risoluzione chiede la creazione di un database europeo sulla proprietà dei media, accessibile pubblicamente e gratuito, per tracciare i titolari effettivi delle aziende e garantire trasparenza. Grippo ha sottolineato l'importanza di questo strumento per contrastare fenomeni come l'uso di prestanomi e per rafforzare il pluralismo informativo.
La situazione è critica: il rischio è che entro pochi anni la libertà di stampa scompaia. La risoluzione del Consiglio d’Europa rappresenta un campanello d'allarme urgente, sottolineando la necessità di azioni concrete per tutelare i giornalisti e preservare il pluralismo dei media come pilastro fondamentale della democrazia.