Roma – La Commissione di Vigilanza sul Calcio ha presentato la sua prima relazione annuale, evidenziando il ruolo cruciale nell'individuazione tempestiva dei segnali di vulnerabilità all’interno del sistema. Il presidente Massimiliano Atelli ha sottolineato che l'obiettivo primario della commissione è proprio quello di aiutare il sistema a ‘leggere per tempo i segnali di vulnerabilità’, intervenendo prima che una crisi diventi irreversibile. L'intervento si basa sulla necessità di garantire equilibrio e trasparenza, aspetti considerati fondamentali per la stabilità del calcio italiano.
Criticità Storiche e Proposte di Riforma
Il presidente Atelli ha evidenziato come le problematiche nel calcio siano storicamente concentrate nella Serie C, caratterizzata da frequenti recidive. Ha inoltre riconosciuto l'influenza della ‘supremazia economica’ della Premier League e il numero elevato di squadre professionistiche in Italia rispetto ad altri campionati europei, unitamente al problema delle infiltrazioni criminali. Per affrontare queste sfide, la Commissione auspica un’estensione dei propri poteri per vigilare sui requisiti di onorabilità personale e solidità finanziaria delle proprietà dei club.
La relazione sottolinea l'importanza di monitorare gli indicatori economici relativi alle competizioni, il regolare svolgimento degli eventi sportivi e la garanzia dell’equa competizione – principi riconosciuti come di interesse pubblico dal diritto europeo. Le recenti riforme legislative a livello europeo in materia di antiriciclaggio e multiproprietà sono state considerate un elemento positivo nel contesto generale. Tuttavia, Atelli ha evidenziato che i procedimenti svolti dalle Federazioni a seguito del parere obbligatorio della Commissione non hanno prodotto risultati concreti, tanto da far parlare di ‘sostanziale superfluità’ l'attività della Procura federale.