Alpha Cisse, il calciatore che ha conquistato l’Italia con la sua abilità e il suo talento naturale, ha origini umili ma ricche di significato. La sua storia inizia a San Liberale, un quartiere di Treviso creato nel 1958 per accogliere gli sfollati a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Questo luogo, divenuto patrono del comune di Treviso, è il terreno fertile dove è germolato il futuro campione.
Dalle Pulcini all'Indomita 21
La sua prima maglia da calcio l’ha indossata con la Polisportiva Indomita 21, a soli otto anni. Già in questa fase iniziale, Cisse dimostrava un talento innato, come raccontano i suoi primi allenatori. “Prendeva palla nella sua area e correva a segnare”, ricorda Michele Cocco, “Veronica, doppio passo, nessuno lo prendeva”. La sua capacità di leadership e la sua abilità tecnica attiravano l’attenzione dei compagni, che si sentivano quasi smarriti quando lui non era in campo.
La sua carriera ha preso una svolta significativa nel settore giovanile del Giorgione a Castelfranco Veneto, dove ha condiviso il campo anche con Yunus Musah. A 11 anni, Cisse iniziava già a segnare da calcio d’angolo e le sue prestazioni erano così impressionanti che l'allenatore Marco Pinzi, presidente dell’Indomita 21, prevedeva che avrebbe segnato solo in rovesciata. E infatti, durante una partita al San Siro nel 1992 contro il Göteborg, Cisse ha realizzato tre reti in acrobazia, contribuendo a un’iconica vittoria del Milan nella Champions League.
La rovesciata di Alpha Cisse, eseguita in modo spettacolare e preciso, è diventata leggendaria, riprodotta e studiata da generazioni di calciatori. Un esempio emblematico della sua abilità e del suo talento naturale, che lo hanno consacrato come uno dei talenti più promettenti del calcio italiano.