Allarme Chirurgia: Quasi il 90% dei Posti in Specializzazione Vacanti
Un allarme lanciato dalla Società Italiana di Chirurgia (SIC) evidenzia una grave crisi nel settore della chirurgia generale in Italia. I dati, particolarmente preoccupanti per la regione Friuli Venezia Giulia, indicano che quasi il 90% dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione è rimasto vacante nel 2026. Questa situazione, se non affrontata con urgenza, potrebbe portare alla perdita di circa 1.500 chirurghi generali entro il 2030, con conseguenze dirette sull'accesso alle cure per i pazienti.
La Situazione Critica a Udine
La crisi è particolarmente marcata a Udine, dove l’assenza di candidati ai corsi di specializzazione ha raggiunto livelli drammatici. Quasi nove contratti su dieci sono rimasti vacanti, un dato che riflette le difficoltà nel garantire il ricambio generazionale di una professione fondamentale per gli ospedali. La SIC sottolinea che questa situazione mette a rischio l’operatività delle strutture sanitarie locali.
Dati Nationali e Prospettive
Le cifre nazionali sono altrettanto allarmanti: entro il 2030, secondo le stime della SIC, il sistema sanitario nazionale potrebbe perdere circa 1.500 chirurghi generali. Il problema non riguarda solo i giovani medici, ma anche l’età avanzata di una parte consistente dei professionisti già in servizio, con oltre la metà dei chirurghi ospedalieri italiani che hanno più di 60 anni – una percentuale significativamente superiore rispetto ad altri paesi europei come Spagna e Germania.
Fattori di Rischio e Prospettive Future
Diversi fattori contribuiscono a questa situazione critica: le condizioni di lavoro considerate impegnative, con turni gravosi e retribuzioni poco attrattive; la scarsa attrattività della specialità tra i giovani medici, evidenziata dal fatto che soltanto nove tra i primi mille classificati in graduatoria hanno optato per la chirurgia generale; e l’invecchiamento del personale sanitario. La SIC invita a intervenire prima che le criticità legate al ricambio generazionale si trasformino in un problema strutturale per il sistema sanitario.