Il caso del direttore generale dell’Istituto Oncologico di Bari, Tommaso Stallone, ha innescato una serie di sviluppi che coinvolgono il presidente della Regione Antonio Decaro. La vicenda, caratterizzata da video a camera bassa e accuse di comportamenti inappropriati, ha portato alle dimissioni di Stallone e ha sollevato interrogativi sulla gestione dell’ospedale e sul rapporto tra le istituzioni. L'opposizione consiliare ha incalzato Decaro, mentre la Procura ha avviato un'inchiesta.
La Regione Puglia ha agito con tempi relativamente brevi, rilasciando una delibera che attiva la procedura di decadenza di Stallone dopo cinque giorni dal caos mediatico. La gestione della situazione è stata descritta come ‘fisiologica’ e ‘necessaria’ per valutare le circostanze e definire il futuro della guida dell'Oncologico. Tuttavia, l'episodio ha riacceso il dibattito sulla governance sanitaria regionale e sull'autonomia gestionale delle istituzioni.
Il «turbamento» di Decaro è stato evidenziato dal governatore stesso, in seguito alla visione delle immagini compromettenti. La vicenda si concentra anche sul rapporto tra Decaro e Stallone, con il governatore ritenuto responsabile della nomina del manager e dei relativi equilibri politici interni. La questione morale sollevata da figure come Felice Spaccavento evidenzia la necessità di una maggiore vigilanza sulle nomine dirigenziali.
Le prossime fasi dipenderanno dagli approfondimenti della Procura, dalle eventuali contestazioni penali contro Stallone e dalla figura che Decaro sceglierà per guidare l'Oncologico. La vicenda rappresenta un campanello d’allarme sulla qualità del personale manageriale e para-politico nelle istituzioni regionali, sottolineando la necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità.