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Cascina Spiotta: Condannati Azzolini e Curcio, Prescrizione per Moretti

08 Luglio 2026 • 2 min
Cascina Spiotta: Condannati Azzolini e Curcio, Prescrizione per Moretti
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Indice

    Il Tribunale di Alessandria ha emesso una sentenza storica nel processo sulla morte del carabiniere Giovanni D’Alfonso avvenuta alla Cascina Spiotta nel 1975. Lauro Azzolini, figura chiave delle Brigate Rosse, è stato condannato a 6 anni, mentre Renato Curcio e Mario Moretti sono stati assolti per prescrizione. La decisione segna la fine di un lunghissimo iter giudiziario che ha coinvolto i principali responsabili dell’omicidio.

    Il processo si è concentrato sulle responsabilità degli ex brigadisti nell'attacco alla cascina, dove il giovane carabiniere e la colonna di Torino capo-gruppo Mara Cagol furono uccisi durante uno scontro a fuoco. La procura aveva sostenuto che Curcio e Moretti avessero fornito un appoggio morale e logistico al commando, facilitandone l'accesso alla cascina utilizzata come rifugio e covo per le attività delle Brigate Rosse. L’accusa si basava sull’aver messo a disposizione la proprietà, fornendo indicazioni operative in caso di necessità. La difesa, invece, ha contestato il concetto di concorso morale, sostenendo che il contributo dei due ex brigadisti non superava il mero supporto logistico e che la morte del sottoufficiale D'Alfonso sia stata una conseguenza prevedibile dello scontro a fuoco.

    La sentenza è stata motivata dalla Corte d’Assise sulla base di elementi raccolti durante le indagini, tra cui testimonianze e il memoriale redatto da Azzolini dopo l'evento. Questo documento, che ricostruiva l'accaduto a beneficio dei compagni, ha fornito importanti informazioni sulle dinamiche dello scontro a fuoco e sul ruolo degli autori dell’omicidio. La decisione di prescrivere i reati per Curcio e Moretti è stata determinata dall’aver decorso il termine di prescrizione previsto dalla legge per i reati di concorso morale. Il processo ha rappresentato un importante tassello nella storia della lotta armata in Italia, offrendo una prospettiva inedita sulle dinamiche interne alle Brigate Rosse e sul loro coinvolgimento in eventi cruciali del Paese.

    La condanna a 6 anni per Azzolini, pur non essendo una condanna a morte, rappresenta un riconoscimento del suo ruolo nell'omicidio. Inoltre, la Corte ha disposto che Azzolini debba versare ai familiari di D’Alfonso una somma pari a 40.000 euro, quantificazione che sarà definita in sede civile. Il caso della Cascina Spiotta è stato oggetto di intense speculazioni e controversie per decenni, alimentate da elementi oscuri e dalla difficoltà di ricostruire con precisione le dinamiche dello scontro a fuoco. La sentenza definitiva rappresenta la conclusione di un lungo processo di accertamento dei fatti e di individuazione dei responsabili.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Corriere. Leggi originale →

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