Arrestato 19enne in provincia di Pavia: messaggi nazisti in chat e armi in casa
Un’indagine coordinata dalla Procura di Milano e condotta dalla sezione antiterrorismo della Digos ha portato all’arresto di un 19enne residente nel Pavese. Il giovane è accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, a seguito del ritrovamento in casa sua di armi da fuoco e materiale neonazista.
L’inchiesta nasce dall’arresto dello scorso aprile di un altro estremista 19enne, amministratore della chat “Terza Posizione”, che promuoveva messaggi neofascisti, neonazisti e antisemiti. Le indagini sulla chat “2B”, al centro delle attuali accertamenti, hanno rivelato la presenza di frasi razziste, riferimenti alla violenza e contenuti riconducibili all’estrema destra radicale.
Le Indagini e i Reati Contestati
La Digos di Milano, insieme ai colleghi di Pavia e in sinergia con il servizio per il contrasto del terrorismo e dell’estremismo interno della Dcpp, ha sequestrato un dispositivo che ha portato all'arresto del 19enne. Sul suo profilo social sono state individuate pubblicazioni con riferimenti alla simbologia fascista e nazista. La perquisizione ha rivelato la presenza di due pistole, un fucile automatico, diverse armi bianche (sciabole, coltelli e pugnali) e altri oggetti atti a offendere. In camera da letto sono stati trovati anche bandiere con svastiche, simboli delle SS e altro materiale con riproduzioni e manuali di Hitler e Mussolini.
Implicazioni dell’Indagine
L'arresto del giovane è il culmine di un’indagine che si inserisce nel contesto più ampio della lotta contro l’estremismo radicale. La rete “2B” era frequentata da ambienti skinhead radicali e i messaggi contenuti nella chat rappresentano una grave minaccia alla sicurezza pubblica. Le indagini sono ancora in corso per accertare l'entità dei legami tra il giovane e altri soggetti coinvolti in attività di propaganda estremista.