Gianni Alemanno ha ufficialmente eletto Roberto Gualtieri a sindaco di Roma, in un colpo che ha scosso il panorama politico della città e ha evidenziato una profonda spaccatura all’interno del partito Fratelli d'Italia. La decisione, presentata come un endorsement da destra, è stata caratterizzata da dichiarazioni ambigue e allusioni a candidati alternativi, in particolare Fabio Rampelli, che hanno alimentato speculazioni sulla strategia dell’ex sindaco.
Alemanno ha utilizzato la conferenza stampa per criticare le dinamiche interne a Fratelli d'Italia, definendo la situazione come “una spaccatura” che impediva l’individuazione di un candidato naturale. Ha espresso apprezzamento per Rampelli, considerandolo il solo in grado di rappresentare efficacemente le periferie romane, e ha fatto riferimento al suo desiderio di “votare Rampelli tutta la vita”. Questa affermazione, apparentemente ironica, è stata interpretata come un chiaro segnale di insoddisfazione nei confronti della leadership del partito.
L’evento, denominato “Riscatto Capitale”, ha visto la partecipazione di importanti esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui il presidente della Regione Francesco Rocca, il deputato Marco Perissa e l’erede di Giovanbattista Fazzolari, Francesco Filini. La presenza del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, figura distaccata dal gruppo più giovane dei fratelli, ha confermato le tensioni interne. L'evento, organizzato con un forte focus sui social media, guidati da Tommaso Longobardi (guru di Giorgia Meloni), ha mirato a rilanciare la campagna elettorale di Fratelli d’Italia e a consolidare il suo posizionamento nel contesto politico romano.
La nomina di Gualtieri, pur essendo un fatto concreto, è stata accompagnata da dichiarazioni che suggeriscono una strategia più ampia. Alemanno ha sottolineato come Meloni tenda a “evitare i luoghi e gli enti locali difficili”, e come Roma e l’amministrazione di Roma siano per lei “una cosa molto difficile”. Questa affermazione, apparentemente critica, riflette un certo disinteresse da parte della leader di Fratelli d'Italia verso le dinamiche politiche romane e suggerisce una volontà di mantenere una distanza strategica. La sconfitta data per certa dal campo romano, ha riaffermato Alemanno, con la sua capacità di “darlo alla capa e uno al generale”.