La tensione tra Israele e la comunità internazionale si acuisce ulteriormente con l'annuncio di una mossa coordinata da parte di Gran Bretagna, Francia e undici altri Paesi. Queste nazioni hanno deciso di imporre sanzioni mirate contro i coloni israeliani che operano nella Cisgiordania, territorio considerato come futuro annesso allo Stato ebraico secondo gli accordi degli anni '90. Le misure, ancora non completamente dettagliate, si concentrano presumibilmente sul limitare l'accesso finanziario e logistico dei coloni, in risposta a ripetute accuse di violazioni del diritto internazionale e di escalation delle tensioni nella regione. La decisione è stata accompagnata da un'altra mossa simbolica: lo Stato israeliano ha annunciato la chiusura del proprio consolato a Londra, una misura che riflette l'aumento della pressione diplomatica e politica esercitata contro Israele.
L'iniziativa internazionale si inserisce in un contesto di crescenti preoccupazioni riguardo all'espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale e un ostacolo significativo al processo di pace tra israeliani e palestinesi. Il governo britannico ha dichiarato che le sanzioni sono una risposta