La Corte d’Assise di Milano ha respinto oggi la richiesta avanzata dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, legali dei genitori di Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, per l'esecuzione di nuove analisi sui reperti rinvenuti nel caso dell'omicidio di Yara Gambirasio. La decisione, resa nota dopo un’udienza, conferma la posizione già espressa dai difensori, che si sono dichiarati contrari a una riapertura degli accertamenti, temendo di replicare il processo “Garlasco 2”, come avevano dichiarato in precedenza.
Il contesto del caso
Yara Gambirasio, tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo), è stata ritrovata il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola. Il caso ha portato alla condanna all'ergastolo di Massimo Bossetti, ritenuto colpevole dell'omicidio sulla base delle prove raccolte e dell'analisi del DNA, con sentenza definitiva.
La pm Letizia Ruggeri, che si è occupata del caso, era presente in aula. La decisione della Corte d’Assise sottolinea la fiducia nella sentenza precedente e l'opposizione alla ricerca di nuove evidenze che potrebbero mettere in discussione il verdetto, considerato definitivo. L'avvocato Pelillo ha ribadito la volontà di evitare un ulteriore processo basato su speculazioni.
La decisione segna la chiusura ufficiale del capitolo giudiziario nel caso Gambirasio, lasciando intatta la condanna di Bossetti e confermando la linea difensiva dei genitori della ragazza scomparsa.