Il Problema Nascosto: Un Odore di Incertezza
Un italiano su cinque vive sotto il peso delle emissioni odorigene provenienti da industrie, un problema che affonda le radici in una legislazione obsoleta e nella frammentazione delle competenze regionali. Secondo un'inchiesta del Corriere, la difficoltà nel risolvere questa problematica risiede principalmente in una mancanza di leggi adeguate e nell’utilizzo di vecchi regolamenti fascisti, datati dal 1923, che non sono stati aggiornati alle moderne esigenze.
Le Radici del Problema: Leggi Anacronistiche
Per ottant'anni, l'Italia si è affidata a decreti regi di epoca fascista per punire il getto di sostanze e le emissioni nell’aria. Solo nel 2017 è arrivato l'articolo 272-bis del Testo Unico Ambientale, che ha delegato alle Regioni la regolamentazione delle emissioni odorigene degli impianti industriali. Tuttavia, il legislatore non ha fornito definizioni precise di cosa si intenda per «emissioni odorigene», creando un vuoto interpretativo che ha rallentato l'adozione di nuove normative.
Un Approccio Regionale Disomogeneo
- Puglia: Misura il percepito dai «recettori» (residenti)
- Basilicata: Distinzione tra zone residenziali e non, con livelli di accettabilità più alti fino a 200 metri dall’impianto.
- Lombardia & Veneto: Valutazioni caso per caso insieme alle Arpa (Agenzie Regionali per l'Ambiente).
- Piemonte: Divieto di impianti di compostaggio a ridosso di centri abitati e biblioteche.
- Abruzzo: Fissato un tetto alle emissioni per le aziende di trattamento dei rifiuti.
- Emilia Romagna: Vieta la costruzione di impianti di biogas a meno di 500 metri dalle case.
Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato linee guida per la simulazione delle emissioni e la misurazione dei livelli, ma l'ultima parola spetta alle Regioni, che adottano approcci diversi, creando una situazione di incertezza e disuguaglianza tra i cittadini.
La Valutazione di Impatto Odorigeno: Un Passo Avanti?
Per ottenere il nullaosta all’apertura di nuovi impianti, è ora richiesta la presentazione di una Valutazione di impatto odorigeno. Questa valutazione deve dimostrare che l'attività produttiva non disturberà i residenti. Tuttavia, le linee guida del Ministero non fissano limiti precisi per definire cosa costituisce un odore «molesto».
Citazioni
«Finché ogni Regione continuerà a farsi le proprie regole, ci saranno cittadini più tutelati e altri che rischiano di ritrovarsi prigionieri dei miasmi»- Vito Bruno, esperto di diritto ambientale e direttore generale di Arpa Puglia.