Donald Trump, all'età di 80 anni, ha rivelato di assumere regolarmente aspirina, affermando che "ama l'aspirina, ne ho bisogno psicologicamente". Questa pratica, tuttavia, si scontra con le più recenti evidenze scientifiche e le raccomandazioni delle autorità sanitarie.
La Scienza contro la Pratica
Negli ultimi dieci anni, la ricerca ha chiarito che l'aspirina è più efficace nella prevenzione secondaria – ovvero in pazienti con infarti o ictus pregressi – piuttosto che primaria. Grandi studi come ASPREE, ARRIVE e ASCEND hanno dimostrato che l'assunzione di aspirina da parte di persone sane o a rischio moderato di malattie cardiovascolari offre solo un beneficio minimo, spesso vanificato dall’aumento del rischio di sanguinamenti.
Le linee guida della U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) del 2022 raccomandano di non iniziare l'aspirina per la prevenzione primaria in persone sopra i 60 anni, a causa dell’elevato rischio di emorragie. Tra i 40 e i 59 anni, la decisione deve essere presa individualmente con il proprio medico. Trump rientra nella fascia d'età in cui le precauzioni sono massime.
Il rifiuto del tycoon di ridurre la dose a 81 mg, come suggerirebbero gli specialisti, solleva interrogativi sulla sua salute e sull’applicazione delle raccomandazioni mediche. La decisione rischia di alimentare speculazioni sulla sua condizione fisica e di mettere in discussione l'importanza dell'aderenza alle indicazioni dei medici.