Trieste, Piazza Libertà sotto controllo: la Questura reintroduce limitazioni per l’assistenza ai migranti
Trieste è tornata a essere al centro dell'attenzione nazionale a causa della gestione del presidio in piazza Libertà, dove da tempo operano diverse associazioni umanitarie che offrono assistenza ai migranti. La Questura ha infatti ripristinato alcune restrizioni, consentendo l’attività di distribuzione di cibo solo tra le 18:00 e le 20:00, previa comunicazione obbligatoria, e vietando le attività nel fine settimana.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il Sindaco Roberto Dipiazza ha dichiarato di essere «soddisfatto» della decisione della Questura, definendola «corretta ed opportuna», in linea con la necessità di mantenere l’ordine pubblico e prevenire situazioni di tensione. Anche il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso apprezzamento per il lavoro della Prefettura e della Questura, sottolineando come piazza Libertà fosse stata «sottratta ai cittadini» e caratterizzata da «manifestazioni quotidiane non autorizzate», arricchite da episodi di violenza e minacce.
La posizione è diametralmente opposta a quella del presidente del Consorzio italiano di solidarietà (Ics), Gianfranco Schiavone, che critica la decisione della Questura come «politicamente orientata» e potenzialmente dannosa per l’assistenza ai migranti. Schiavone teme che le restrizioni possano favorire la nascita di un «mercato parallelo» gestito da criminali e mette in guardia contro il rischio di peggiorare ulteriormente le condizioni dei migranti, già in difficoltà.
Il contesto
La situazione a piazza Libertà è stata acuita negli ultimi mesi da due accoltellamenti avvenuti nella zona e dalle minacce subite dagli operatori delle associazioni. Questi eventi hanno portato la Questura a intervenire, introducendo misure restrittive che hanno suscitato un acceso dibattito tra le forze dell’ordine, le associazioni umanitarie e le istituzioni locali.