Torino è sconvolta dalla scoperta del cadavere di Marco Colapietro, trovato smembrato in una casa suburbana. La confessione del 26enne De Oliveira Morando ha svelato un orribile racconto di eccessi e panico: dopo la lite per 50 euro, il giovane avrebbe ucciso l'uomo e, preso dal terrore, deciso di smembrarlo con l'intenzione di gettare i pezzi nel fiume.
Un’Infiltrazione di Droga e Distorsioni della Memoria
Il racconto di Morando è costellato di incongruenze e di riferimenti a un consumo massiccio di droga. Emergono i dettagli di acquisti di sacchi e calce, presumibilmente per occultare il corpo, con possibili incursioni di una figura femminile – la ‘prof’ – che ha poi rivelato di essere stata in preda a una crisi all'interno della casa. Keith, accusata di favoreggiamento e occultamento di cadavere, fornisce un resoconto simile, affermando di non aver partecipato al delitto né allo smembramento, ma di essere stata intrappolata in una stanza durante una crisi.
La ‘prof’, trovata dalla polizia con resti umani nel bagno e l’odore acre a impregnare l'ambiente, è attualmente sotto shock. Le indagini si concentrano ora sulla ricostruzione precisa degli eventi, sulle possibili motivazioni dell'omicidio e sul ruolo di tutti i soggetti coinvolti. La dinamica dello smembramento e il possibile utilizzo di un veicolo per trasportare i resti sono al vaglio degli inquirenti, che cercano di ricostruire la catena di eventi.
Le indagini proseguono con l'obiettivo di identificare tutte le persone coinvolte in questo orribile crimine. La vicenda solleva interrogativi sulla dinamica dei gruppi di consumo di droga e sulle conseguenze dell’abuso di sostanze stupefacenti. L'autopsia sul corpo di Colapietro fornirà ulteriori elementi per comprendere le cause della morte e il tempo preciso degli eventi.