Lo scontro tra il Capitano dei Ris, ora ex generale, e i pubblici ministeri si concentra sui risultati controversi di un test sul DNA condotto nel corso delle indagini. Il generale Marino ammette di aver discusso la questione con il pm Garofano, affermando «presumo di sì», ma nega di aver commesso errori o di aver deliberatamente alterato i dati.
Il Dubbio sui Campioni Negativi
Marino spiega che l'approfondimento della vicenda, guidato da Marino, ha portato a una riverifica dell'unico dato positivo, pur riconoscendo la «sciocca eccesso di zelo». Tuttavia, il generale sottolinea come i due risultati negativi non abbiano ricevuto il peso dovuto, poiché «non sono state sentite come un problema». La sua posizione è quella di minimizzare l’importanza dei campioni, suggerendo che si trattasse di un tentativo di replicare un'analisi fallita, o di un errore isolato.
L'accusa di cancellazione dei tracciati negativi viene contestata dal generale, che minimizza l'accaduto. Il magistrato evidenzia la mancata comunicazione dei risultati, ma Marino si difende affermando che «uno avrebbe potuto cancellarlo e dire: “Questo mi è venuto male, via via via”». La sua risposta suggerisce una certa confusione o mancanza di consapevolezza riguardo alla gravità della situazione.
L'interrogatorio rivela un quadro complesso, caratterizzato da dubbi sulla validità dei campioni e sulla gestione delle informazioni. La mancata comunicazione tempestiva dei risultati negativi potrebbe aver compromesso l’indagine, aprendo la strada a possibili interpretazioni errate.