A Rimini, un figlio è stato condannato a risarcire il padre per aver svuotato il conto corrente cointestato. Il tribunale ha stabilito che il figlio deve restituire oltre 134mila euro trasferiti dal conto al suo personale dopo quattro bonifici.
La vicenda nasce da un deterioramento dei rapporti familiari, esacerbato dal secondo matrimonio del padre. Secondo la versione del figlio, aveva agito per proteggere il patrimonio ereditare dalla paura della sua dispersione. Il tribunale ha respinto le affermazioni del figlio riguardo al suo contributo alla gestione dell'attività alberghiera di famiglia, ritenendo che il suo lavoro fosse una collaborazione familiare e non un rapporto di lavoro retribuito.
La sentenza si basa su un precedente della Corte di Cassazione che sottolinea che la cointestazione non implica automaticamente la comproprietà delle somme depositate. Il tribunale ha condannato il figlio a restituire al padre oltre 134mila euro, più interessi legali e spese di giudizio.