Gen Z e AI: la Fiducia nell'Intelligenza Artificiale per lo Shopping Online è Fragile
La Gen Z, la prima generazione nativa digitale, sta plasmando il futuro del commercio online. Tuttavia, l’adozione dell’intelligenza artificiale (AI) come strumento di supporto allo shopping non è ancora pienamente radicata. Una recente ricerca congiunta tra FiloBlu e NABA rivela che solo un terzo dei giovani italiani si fida dei consigli forniti dall'AI, preferendo l'interazione umana per la fase decisionale finale.
I Limiti dell’AI nella Ricerca di Prodotti
L’indagine, condotta su un campione di oltre 300 studenti universitari tra i 18 e i 26 anni, evidenzia che l'AI è efficace nella fase iniziale della ricerca: il 39% degli intervistati la utilizza per trovare prodotti più velocemente. Tuttavia, quando l’AI passa alla formulazione di suggerimenti d’acquisto, la fiducia scende drasticamente al 26%, con il 41% che considera i consigli generici e poco pertinenti.
Il Ruolo dell'Interlocutore Umano
Nonostante l'uso di strumenti AI nella fase di ricerca, la Gen Z preferisce sempre più rivolgersi a un interlocutore umano per ricevere consigli e chiarimenti. Il 72% degli studenti intervistati esprime il desiderio di contattare una persona reale durante lo shopping online, sottolineando che la fiducia si costruisce attraverso l'interazione diretta.
Privacy e Biometria: un Ostacolo alla Fiducia
Un’altra area critica riguarda la privacy. Il 77% degli studenti manifesta disagio nell’utilizzo dell’AI per scansionare il volto o il corpo, ad esempio nei camerini virtuali. La reticenza non è legata alla tecnologia in sé, ma alla percezione di un eccessivo controllo sulla propria identità e dati biometrici. Tuttavia, la volontà di condividere dati biometrici aumenta quando il brand proposto offre un beneficio concreto, come una maggiore precisione nella vestibilità o una personalizzazione della skincare.
Conclusioni: Un Equilibrio tra AI e Uomo
Secondo Marco Vergani, CEO di FiloBlu, la chiave per il successo nel commercio online è trovare un equilibrio tra l’efficienza dell'AI e la fiducia costruita attraverso l'interazione umana. L'AI può accelerare la scoperta dei prodotti, ma non può sostituire la capacità del brand di comprendere i bisogni dei clienti e offrire risposte realmente pertinenti.