La ricerca di modelli creativi, anche in relazione all’intelligenza artificiale, si snoda attraverso secoli di pensiero. L’idea che l'uomo possa essere ‘nano su spalle di giganti’, un concetto risalente al XII secolo con Bernardo di Chartres e poi ripreso da Newton, suggerisce una dipendenza dalla conoscenza accumulata nel tempo. Questo approccio analogico trova eco nell'analisi strutturale della fiaba, come quella di Vladimir Propp, che individua ‘bit’ fondamentali per la narrazione, e si estende all'influenza di Claude Shannon nel campo dell'informatica.
Il punto di riferimento centrale è Gianni Rodari, le cui opere, in particolare «Grammatica della fantasia», rappresentano un tentativo di decifrare i meccanismi del processo creativo. Rodari, come evidenziato dal testo, non si limita a fornire regole, ma cerca ‘costanti’ nei processi fantastici, riconoscendo la natura intrinsecamente umana della creatività. L'influenza di figure come Italo Calvino, con le sue «Lezioni Americane» e il suo sguardo visionario, contribuisce a delineare un approccio che integra l'analisi strutturale con l’esplorazione del potenziale umano.
La sfida contemporanea è quella di convivere con l'invadenza autoriale delle macchine, i cui algoritmi, come suggerisce l'Oulipo, possono generare nuove forme di creatività. Tuttavia, il testo sottolinea la necessità di andare oltre la semplice riproduzione algoritmica, interrogandosi sulla possibilità di creare un’«Officina delle letterature algoritmiche» che non sia solo potenzenziale, ma anche attiva e consapevole. La cultura simbolica, come strumento di costruzione del sapere, assume quindi un ruolo cruciale.
La figura di Calvino emerge come esempio di autore capace di addomesticare la tecnologia alla poesia, dimostrando una profonda comprensione delle dinamiche tra uomo e macchina. Il suo lavoro, così come quello di altri ‘giganti’ del pensiero, può fornire indicazioni preziose per affrontare le sfide del presente, in un'epoca in cui l'essere umano appare sempre più compresso dalle macchine proprio nel suo primato. La scrittura, intesa non solo come strumento di preservazione ma anche di costruzione del sapere, rappresenta una chiave fondamentale per comprendere il nostro rapporto con la tecnologia e il futuro della conoscenza.