La Serie A sta sperimentando un cambiamento significativo grazie all'implementazione di nuove regole volte a favorire un maggiore flusso di gioco e a ridurre i tempi morti. I primi dati raccolti dalla Lega Serie A, in particolare l'analisi dei match disputati durante la prima giornata del campionato, rivelano un incremento notevole del tempo trascorso con il pallone effettivamente in gioco.
L'esempio più evidente è rappresentato dall'incontro tra Atalanta e Sassuolo, dove oltre 66 minuti di gioco sono stati registrati con il pallone in possesso di una squadra. Questo valore, pari al 69% della durata complessiva della partita, supera di gran lunga i risultati ottenuti nella prima giornata dell'anno precedente, quando il dato migliore si attestava al 63%, come dimostrato dalla sfida tra Milan e Cremonese.
L'attenzione arbitrale, guidata da assistenti esperti come Lorenzo Palmisani, è focalizzata sull'applicazione rigorosa delle nuove regole. Un esempio emblematico è stato l'episodio durante Frosinone-Juventus, dove Palmisani ha concesso un calcio d'angolo alla Juventus per il ritardo nel riprendere il gioco dopo un rinvio dal fondo, verificando un eccessivo tempo impiegato (oltre 5 secondi). Analogamente, le rimesse laterali sono ora sottoposte a un controllo più attento per evitare ritardi.
Questo approccio si riflette anche in casi simili risalenti alla scorsa stagione, come il fallo di Palmisani durante la partita contro il Monza di Serie B, dove ha concesso un calcio d'angolo ai brianzoli per aver trattenuto il pallone troppo a lungo. L'obiettivo è garantire che il tempo di gioco sia il più rappresentativo possibile delle reali dinamiche della partita, incentivando un ritmo più sostenuto e una maggiore intensità tattica.