Il Brasile si è ripetutamente dimostrato incapace di superare le nazionali europee ai Mondiali negli ultimi vent'anni. Dopo una serie di eliminazioni contro squadre come Francia, Olanda, Germania e Belgio, l'ultima sconfitta contro la Norvegia ha confermato un trend preoccupante.
La Seleção, guidata da Carlo Ancelotti, è arrivata a un minimo storico di 28 anni senza un titolo mondiale. La delusione è palpabile, alimentata da una mancanza di talento emergente e da una storica allergia al calcio europeo. Il tabù Norvegia, mai rotto in cinque sfide, sottolinea ulteriormente il problema.
La Federazione Brasiliana (Cbf) aveva puntato Ancelotti per esorcizzare questa crisi, ma la sconfitta negli ottavi di finale non ha risolto i problemi strutturali del calcio brasiliano, che fatica a produrre talenti come in passato. Il ciclo attuale sembra destinato a fallire, con un'alternanza di commissari tecnici senza risultati significativi.