Sigfrido Ranucci ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti in seguito alla confessione di Giancarlo Lavitola, mettendo in luce le tensioni crescenti tra il conduttore di Report e la Rai. Durante un evento a Lavarone, dove era accolto da migliaia di sostenitori, Ranucci ha espresso il suo rifiuto di commentare l'inchiesta, motivandolo con il rispetto per i giudici. La notizia della potenziale sostituzione del conduttore è stata accolta con una risposta pragmatica: «L’azienda può fare quello che vuole, è l’azienda», sottolineando la sua posizione subordinata alle decisioni aziendali.
Critiche alla Rai e difesa di Report
Ranucci ha inoltre reagito all'iniziativa della presidente della commissione antimafia che avrebbe proposto la riduzione della sua scorta personale. La vicenda si aggiunge alle polemiche legate alla pubblicazione, da parte de Il Tempo, degli stipendi della squadra di Report, giudicati «vergognosi» per la loro natura di spese piuttosto che di retribuzioni. Il conduttore ha evidenziato come il documento fosse stato ‘passato’ dalla Rai, sottolineando l'importanza della trasmissione Report, definita «una delle trasmissioni più virtuose».
Il costo medio di una puntata di Report è stato riportato a 159mila euro, un investimento che Ranucci ha giustificato come necessario per garantire la qualità del giornalismo e l'indipendenza della trasmissione. La sua difesa si pone in contrasto con le accuse di interferenze da parte della Rai, evidenziando il ruolo di Report come un esempio di giornalismo autonomo.
L’intervento di Ranucci ha generato un clima di incertezza sulla sua futura posizione all'interno della Rai, ma anche una forte difesa del valore e dell'indipendenza di Report, trasmissione che si presenta come un punto di riferimento nel panorama televisivo italiano.